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Sul circuito di caracalla al via gli under 23 per il “Campionato del Mondo di Primavera”. La festa completata dalle donne élite, dagli allievi e dai giovanissimi.

Puntuale, come quel lontano 1946, martedì 25 aprile il Gran Premio della Liberazione tornerà a suscitare le più belle emozioni, non solo sulla bicicletta. L’appuntamento con la corsa capitolina, infatti, è l’occasione per rievocare innanzitutto il valore civile della libertà che il Popolo Italiano conquistò grazie al sacrificio di tanti che soffrirono e morirono per liberare il Paese dall’occupazione nazifascista. La cronaca dell’epoca testimonia perfettamente come la prima edizione della corsa fu organizzata e promossa dall’ANPI affinché si ricordasse di lì in poi quanto importante fosse stata la bicicletta nella lotta per la Liberazione. La storia più tardi ce ne ha dato ampio e dettagliato racconto e oggi il Governo del Paese, per volontà esplicita del Ministro per lo Sport Luca Lotti, torna a sostenere con grande forza e determinazione la corsa perché nessuno dimentichi: “E’ un momento importante in cui lo sport e la memoria si mescolano –ha dichiarato il ministro Luca Lotti in conferenza stampa alla presidenza del Consiglio dei Ministri –Roma non poteva fare a meno del Gran Premio della Liberazione del 25 aprile”.

La corsa rappresenta dunque valori civili di enorme rilevanza così come enorme è il valore della gara per i corridori under 23. Da sempre Il Gran Premio della Liberazione è il “mondiale di primavera” a cui quest’anno parteciperanno otto squadre nazionali, alcune squadre straniere e venti squadre italiane per un totale di 33 formazioni al via. Uno schieramento che conferma la tradizione di corsa di riferimento del panorama internazionale per i corridori che ambiscono ad un successo che spalanchi loro le porte al professionismo.

Dallo scorso anno il programma del Liberazione si è arricchito della corsa per donne élite, il Gran Premio della Liberazione Pink; “Perché anche le donne diedero un contributo notevolissimo alla lotta della Liberazione – ha spiegato Mario Carbutti, presidente dell’Asd Cicli Lazzaretti – Al via della corsa ci saranno alcune fra le migliori cicliste italiane, ad iniziare da Marta Bastianelli, campionessa del mondo nel 2007 e vincitrice un anno fa.

La giornata della Liberazione sarà aperta dai giovani corridori allievi; è la prima volta nella storia del 25 aprile che i ragazzi di 15 e 16 anni si cimentano sul circuito romano; per loro ci sarà in palio il trofeo Lazzaretti Kids. Alla giornata capitolina non potevano mancare i più piccoli, i giovanissimi dai 6 ai 12 anni. Saranno protagonisti del palcoscenico mondiale per sognare di essere al posto dei più grandi, un giorno, per percorrere la carriera dei campioni più importanti. “Il G.P.Liberazione4-©6Stili-681x453.jpgGran Premio della Liberazione è considerato il “campionato del mondo di primavera” – ha sottolineato Renato Di Rocco, presidente della Federciclismo  – Da sempre tanti giovani qui a Roma si giocano il futuro”. “Il Liberazione è parte del grande patrimonio di eventi sportivi romani – ha aggiunto Giovanni Malagò, presidente del CONI  – ed il ciclismo è di gran moda, infatti io rilevo con piacere che ci sono sempre più persone che vanno in bicicletta. Il soccorso prestato dal Ministro Lotti al Gran Premio della Liberazione fa onore alla storia del nostro Paese ed alla città di Roma.”

”La profonda amarezza dei mesi scorsi – con il pericolo della scomparsa del GP della Liberazione - si è trasformata in rinnovato entusiasmo –dichiara Andrea Novelli, presidente della Primavera Ciclistica, tra i curatori dell’organizzazione - affinché il Gran Premio della Liberazione continui a correre di pari passo con la storia del nostro Paese senza trascurare l’aspetto sportivo: lanciare verso il professionismo i giovani talenti del ciclismo. Da Gustavo Guglielmetti nel 1946 a Vincenzo Albanese nel 2016: l’albo d’oro non si ferma qui. La nostra storia continua”.