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Se ci sono personaggi che hanno legato il proprio nome a quello dello sport praticato, fin quasi a rappresentarne l’espressione in sé, il modello assoluto, da prendere ad esempio e citare come epigoni della materia, beh, allora Klaus Dibiasi va sicuramente iscritto a questa categoria.

Per chi è stato ragazzino, come i giovani studenti dell’I.C. Alcide De Gasperi che oggi hanno partecipato all’appuntamento dei Momenti Emozionali con l’ex campione altoatesino, tra la fine degli anni 60 e l’inizio del decennio successivo, Dibiasi e i tuffi erano una cosa sola.

Unico tuffatore al mondo ad aver vinto tre olimpiadi consecutive nella stessa specialità (e in Italia unico atleta, insieme a Valentina Vezzali, ad aver vinto tre olimpiadi consecutive nella stessa specialità in uno sport individuale), questo è il suo palmares “ristretto” ai soli giochi olimpici: due Medaglie d’argento nel 1964 a Tōkyō nella piattaforma da 10 metri e nel 1968 a Città del Messico nel trampolino da 3 metri; tre Medaglie d’oro nel 1968 a Città del Messico, nel 1972 a Monaco e nel 1976 a Montreal, tutte dalla piattaforma 10 metri.

“Mi piaceva anche lo sci – ha confessato Klaus - a Bolzano avevo le montagne a due passi, ma sono nato in piscina, dove mio padre ha gareggiato dalla piattaforma fino a 53 anni”. La mattina con i 44 studenti è trascorsa veloce tra racconti, domande e il tour alla piscina dei Mosaici, alla piscina pensile, allo stadio del nuoto e alla sala Rossa, teatro di riunioni e convegni, accompagnati dal “padrone” di casa Gianpiero Mauretti, presidente del Comitato Lazio FIN e vicepresidente vicario del CONI Lazio.

In contemporanea alla visita del Foro Italico, un altro gruppo di studenti provenienti dall’I.C. Colombo di Fiumicino e dall’I.C. Anzio I, un centinaio circa, varcavano la soglia di un altro tempio dello sport, con meno storia, ma comunque affascinante. Parliamo del Palafijlkam di Ostia, il complesso intitolato a Matteo Pellicone con annessi museo, palestre di allenamento, uffici federali e il grande impianto sportivo. Ad accogliere i ragazzi, e accompagnarli nel tour, il nipote del dirigente scomparso, Antonio Pellicone e Livio Toschi, l’architetto che ha curato la realizzazione del museo.

Anche questo momento emozionale, tenendo fede al suo nome, ha riservato non poche sorprese ai ragazzi che hanno potuto vedere all’opera la Nazionale femminile U.23, che di qui a poco partirà per la Polonia dove si svolgeranno i campionati iridati. Giusto il tempo di assimilare le nozioni base di questo antichissimo sport, prima di essere introdotti dall’ex campione del mondo di karate Vincenzo Figuccio nell’universo delle forme che cost23599956_1477392445685331_1453541259_o.jpgituiscono il kata, disciplina che farà parte dei prossimi giochi olimpici a Tokio. Dulcis in fundo, l’incontro con l’oro olimpico di Rio Fabio Basile, che in compagnia dell’allenatore Roberto Meloni, sta preparando i prossimi appuntamenti, ma non si è tirato indietro di fronte alla richiesta di autografi e selfie. vai alla fotogallery http://lazio.coni.it/lazio/lazio/galleria-fotografica.html?catid=12792017-11-14-PHOTO-00003436.jpg