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Mattinata all'insegna dei sentimenti forti, del ricordo, del presente e del futuro. A Caprarola, nelle Scuderie di Palazzo Farnese, l'olimpionico Carlo Massullo ha raccontato ieri la sua storia di atleta nel corso dell'iniziativa “I Giovani incontrano i Campioni”, organizzata dal Coni Lazio. L'incontro con Massullo, che oggi ricopre la professione di medico fra Orte e Otricoli, è avvenuto al cospetto degli studenti dell'I.C. Caprarola e Carbognano ed è stato incorporato nel contesto del Premio “Umberto Cangani”, giunto alla sesta edizione. Intervistato da Massimiliano Morelli, il pentatleta è stato accolto dagli applausi e dalla curiosità dei centoventi studenti che hanno riempito l'Aula magna, dai rappresentanti scolastici e dal sindaco di Caprarola Eugenio Stelliferi, pronto al termine dell'appuntamento durato 90 minuti a consegnare al plurimedagliato olimpico una targa ricordo. Massullo ha raccontato le sue esperienze a cinque cerchi vissute a Los Angeles (1984; oro a squadre e bronzo individuale), Seul (1988; argento individuale e a squadre) e Barcellona (1992; bronzo a squadre), oltre alla delusione della mancata partecipazione ai Giochi di Mosca 1980, anno in cui governò il boicottaggio dettato dall'invasione sovietica in Afghanistan. Inoltre ha descritto in maniera minuziosa le atmosfere indimenticabili del villaggio olimpico e i rapporti instaurati con atleti di altre discipline e altre nazioni. Supportato anche da immagini d'epoca, Massullo ha spiegato il “suo” sport, quel pentathlon praticato ieri attraverso cinque discipline (equitazione, scherma, nuoto, tiro con la pistola e corsa campestre) e oggi vissuto su quattro “passaggi”, visto e considerato che tiro con la pistola e corsa campestre sono diventati nel tempo il “combined”. Per la cronaca l'incontro con Massullo (che fra le altre cose nel 1986 si laureò campione del mondo individuale e a squadre nella rassegna iridata che venne disputata a Montecatini Terme) è stata supportato dalla professoressa Daniela Cerasi.targa masullo.jpg