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Anno da incorniciare questo 2015 per Alessia Zecchini, ventitreenne romana che ha collezionato nel giro di pochi mesi quattro titoli mondiali e altrettanti record. Che si tratti di piscina o mare aperto, non fa differenza per la bionda Alessia, occhi azzurri del colore del suo elemento preferito. “Non poteva andare meglio di così” confessa soddisfatta. Il primo sigillo a Mulhausen, in Francia, dove a luglio ha portato a 165 metri il limite di apnea dinamica senza attrezzi. E per fortuna che per sua stessa ammissione le acque chiuse “sono francamente noiose.” Ma si è trattato solo dell’antipasto. Infatti nel corso del Campionato del mondo CMAS che si è chiuso proprio oggi a Ischia, Alessia ha sbaragliato la concorrenza in ben tre specialità: monopinna, senza attrezzi e, nell’ultima giornata, il jump blue. Un risultato strabiliante, come l’affermazione “a caldo” della sirena capitolina: “Un po’ me l’aspettavo.” Prego? “Sono arrivata all’appuntamento preparata, grazie agli allenamenti invernali in Egitto, proseguiti poi in Sicilia, sotto la guida di Andrea Laureti e Marco Nones. La preoccupazione più grande? La temperatura dell’acqua: odio il freddo.” Certo, Ischia non è Sharm, e il termoclino si fa sentire. Ma a livello emotivo, qual è stata la vigilia che ti ha tenuto di più sulla corda? “Sicuramente la prima. Era l’obiettivo principale, quello in profondità con la monopinna.” Risultato: titolo e record mondiale, come pure due giorni fa nella prova senza attrezzi.Cinquantotto metri con la sola forza delle gambe e un peso da mezzo chilo attaccato al collo.” Va bene la discesa, ma poi bisogna anche riportarlo in superficie. “Per questo uso un peso leggero”. Ci spieghi cos’è il Jump Blue, l’ultimo tassello che hai messo a segno? “Si tratta di un quadrato con 15 metri di lato posto a una profondità di 10 metri. La prova consiste nel seguirne i lati il più a lungo possibile. Stamattina, con 190 metri, ho stabilito il nuovo primato mondiale facendo meglio del terzo arrivato in campo maschile”. E adesso? “Riposo assoluto per almeno un mesetto. Poi, pian piano riprenderò gli allenamenti, che dovrò conciliare con il master in management sportivo”. Obiettivo? “Centodue metri con la monopinna. E’ una quota alla mia portata che ho già toccato in allenamento.” Una cosa che detesti di Roma? “Le buche. Per chi va su due ruote sono micidiali”. E cosa ami la tua città? “Tutto il resto, a cominciare dalla Magica.” E la cambieresti? “La squadra mai, la città…forse. Magari per un meraviglioso posto di mare”.