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Si è svolto stamattina nella sala Conferenze dello stadio Olimpico un incontro organizzato da Coni Lazio, Scuola Regionale dello Sport e Ufficio Scolastico regionale con gli istituti scolastici statali e parificati del Lazio, per raccogliere feedback sull’andamento del corso di studi a “indirizzo sportivo”, giunto al secondo anno di programmazione. La chiamata a raccolta, con l’intenzione di “fare squadra” e contribuire così “alla formazione di dirigenti e docenti” è stata raccolta da 18 dei venti istituti della nostra regione. Tra le ipotesi a supporto della formazione didattica: approfondimenti sulla storia dello sport, il funzionamento dell’organizzazione sportiva italiana, le dinamiche della comunicazione sportiva e le metodologie di allenamento.

Per il Coordinatore regionale dell’Ufficio scolastico regionale Tonino Mancuso: “L’incontro di oggi è finalizzato a capire soprattutto le esigenze dei licei, sensibilizzando i suoi docenti, in maniera che si possa partire al meglio all’inizio del prossimo anno di scolastico”. “Non potendo aumentare il numero degli istituti – ha proseguito – faremo in modo di ampliare le sezioni dedicate allo sport.”

Da una prima indagine, effettuata a giugno dello scorso anno dal MIUR su scala nazionale, sono emersi dati positivi come la domanda in crescita e alcune criticità, legate soprattutto alla difficoltà di accesso alle strutture sportive e al rapporto con gli enti preposti alla divulgazione della pratica sportiva, come federazioni ed enti di promozione. Di qui la necessità di un dialogo organico e  interistituzionale per facilitare il percorso didattico degli studenti che scelgono questo corso di studi. “Un aiuto pratico – ha chiarito Roberto Tavani - lo metterà in campo la Regione Lazio con il progetto “Scuola di Squadra” che ha destinato agli istituti secondari di II grado un milione di euro in attrezzature sportive; mentre sembra imminente ormai il bando per l’impiantistica che prevede lo stanziamento di 20 milioni in tre anni per il rifacimento delle palestre con il 90% a fondo perduto.

“Ci stiamo attestando intorno al 27% del tempo dedicato da queste scuole alla professionalizzazione dello sport – ha spiegato il direttore scientifico della Scuola Regionale dello Sport del Lazio Roberto Tasciotti – soprattutto per interpretare le esigenze del mondo del lavoro. Il nostro compito è quello di accompagnare i diplomandi nella rete sportivo/istituzionale.”

Nella sua lunga e dettagliata relazione, il dirigente ispettore tecnico del MIUR Gennaro Palmisciano ha evidenziato l’importanza dei monitoraggi svolti finora, del cooperative teaching (tempo in percentuale declinato allo sport per ogni disciplina) e delle indicazioni emerse (la visione di un liceo transdisciplinare e l’introduzione del brevetto sportivo da impiegare nel mondo del lavoro). Attualmente le 165 sezioni “sportive” dei licei sparsi sul territorio nazionale sono composte per tre quarti da ragazzi e solo per un quarto da ragazze. In compenso le femmine coprono una gamma di sport molto più ampia dei loro colleghi maschi, che per quasi il 50% sono occupati nel calcio.

Nello spazio dedicato agli interventi hanno preso la parola i rappresentanti del Giovanni Paolo II di Ostia, portando ad esempio la collaborazione avviata con la AS Roma come possibilità di sbocco anche lavorativo; del Pacinotti-Archimede di Roma, evidenziando la necessità di un’alternanza scuola/lavoro (prevista dalla legge attuativa) che soddisfi le esigenze degli studenti; del liceo Severi di Frosinone, che ha sollecitato una collaborazione più stretta tra istituti scolastici e società sportive professionistiche; del Fermi di Velletri, che ha proposto il riconoscimento di un monte ore di tirocinio sportivo che valga a livello lavorativo alla fine del percorso scolastico e del Convitto nazionale di Roma, che ha sollecitato ancora una volta un rapporto più fattivo con due sport inseriti dal decreto attuativo nel biennio formativo del corso di studi, atletica leggera e orienteering.