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News
11 Luglio 2016

Tiro con l’arco, analisi sul settore giovanile nel Lazio e l’esperienza Giochi della Gioventù

La squadra del Lazio ha partecipato alla fase finale dei Giochi della Gioventù (Trofeo Pinocchio) di Catanzaro nella gara per arcieri dai nove ai tredici anni, specialità Arco Olimpico, sulla distanza venti metri (15 per i giovanissimi). La selezione della rappresentativa era passata attraverso due finali regionali, mentre la preparazione della squadra era stata affinata fin dalla stagione autunnale grazie al lavoro svolto dai due tecnici regionali incaricati Alessandra Mosci ed Andrea Toderi e con la direzione e coordinamento dell’allenatore nazionale Fabio Olivieri. La preparazione era stata completata poi attraverso numerosi stage (sia indoor che all’ aperto), il trofeo giovanile regionale Lorenzo Fabianelli, il trofeo Coni.  La prestazione complessiva (undicesimo posto, Veneto sugli scudi con il terzo titolo consecutivo), è dovuta anche al forfait di uno dei convocati, fatto che ha costretto la compagine della regione a gareggiare con un arciere in meno; i calcoli ci dicono che a ranghi completi almeno la quinta posizione sarebbe stata conquistata. Da segnalare la prova di Andrea Arnò che nei Ragazzi (prima media) è salito sul podio individuale conquistando il bronzo. Interessanti i piazzamenti di Alisia Grande (quinta Giovanissimi F.) e Matteo Di Giacomo (sesto Ragazzi I^ M.). Constatazione evidente: prova importante, anche dal punto di vista della crescita, per atleti così acerbi e grande lavoro in armonia dei responsabili regionali. Punti deboli: la scarsa esperienza dovuta alle scarse presenze degli stessi alle gare di calendario Fitarco, sia della regione che nazionali. Sembra questo uno dei punti che a partire dalla prossima stagione andrà preso in considerazione dallo staff regionale.

News
08 Luglio 2016

Impianti sportivi. Lunedì 11 luglio taglio del nastro per il nuovo "Giannattasio"

INAUGURAZIONE. Ci siamo. Lunedì 11 luglio avverrà l’inaugurazione dello Stadio Giannattasio di Ostia, completamente ristrutturato dopo gli interventi al manto erboso e alla pista che lo hanno interessato negli ultimi mesi. Lo storico impianto di Ostia levante, che versava in condizioni di estremo degrado nonostante ospitasse vari eventi sportivi oltre all'Educamp, il centro estivo CONI, grazie a questo restyling torna ad essere ancora più funzionale e pronto ad accogliere sportivi e pubblico. 

RESTYLING DEL CONI. La ristrutturazione è stata possibile grazie alla convenzione siglata tra Roma Capitale e il Coni volta alla “realizzazione di interventi per la valorizzazione degli impianti sportivi”. Il via libera era arrivato dal commissario straordinario Francesco Paolo Tronca ad aprile. Il prefetto Tronca aveva approvato il passaggio temporaneo al Coni, che ha provveduto al restyling completo degli impianti per poi far tornare lo stadio al Comune.

I FONDI. Lo stanziamento dei fondi era stato annunciato dal Consiglio dei Ministri che aveva messo a disposizione 100 milioni di euro per il triennio 2015-2017 per il recupero di strutture destinate all’attività sportiva presenti nelle periferie. Le risorse, provenienti dal ministero dell’Economia e Finanze, erano in seguito state trasferite al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri e da qui al Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

L’EX STADIO STELLA POLARE. L’ex Stadio Stella Polare è rientrato nei primi 7 interventi individuati dal Coni. Nella lista, oltre allo storico impianto di Ostia, sono stati inseriti anche il Palazzetto dello Sport del Corviale, sempre a Roma; la Piscina Cardellino a Lorenteggio, a Milano; la Pista Pietro Mennea di Barletta; il Centro Sportivo Boscariello di Scampia, a Napoli; il Polo Sportivo Piazza della Pace, a Reggio Calabria, e il Palazzo dello Sport del quartiere Zen, a Palermo. 



News
07 Luglio 2016

CONI Ragazzi, "Diventa il tuo atleta preferito" va alla "Staffetta Arcobaleno" il premio per il Lazio

L'ASD Rifondazione Podistica di Palombara Sabina si è aggiudicata il contest "Diventa il tuo atleta preferito", relativo al progetto nazionale CONI Ragazzi. Lanciato a febbraio e rivolto alle scuole primarie interessate da "Sport di Classe", il progetto presentava un percorso valoriale basato sulla comunicazione riguardante la sana alimentazione e il movimento, aprendosi alle Società sportive che potevano valutare la forma atletica dei più giovani grazie a test e giochi di gruppo. A queste ultime veniva chiesto di "inventare" un gioco che si ispirasse a questi valori. Delle 21 ASD del Lazio che avevano inserito nel programma dei giochi di fine anno questo progetto, quattro erano state prescelte per la fase finale (ASD Pro Loco Calcio Cittaducale (RI), ASD Futura Sport (LT), ASD Pallavolo Minturno (LT) e ASD Rifondazione Podistica di Palombara Sabina (RM)). Alla fine la commissione tecnica del CONI Lazio ha scelto proprio quest'ultima per le seguenti motivazioni:

- equilibrio e omogeneità fisica e motoria dell'attività

- incoraggiamento al gioco di squadra e alla socialità

- facilità di realizzazione del gioco

- legame con la disciplina sportiva svolta dalla sociteà

- parte integrante e motivazionale come sviluppo alla pretica sportiva della disciplina

- coreografia e struttura del gioco

La Staffetta Arcobaleno, definita una corsa "collaborativa" per l'inclusione di partecipanti di classi di età diverse, si basava proprio sulla varietà dei frazionisti chiamati a correre la distanza di 800 metri (2 giri di campo). I più piccoli (6-7 anni) dovevano coprire per due volte la distanza di 50 metri, quindi 4 frazioni da 100 metri (8-9 anni) e infine 2 frazioni da 150 metri (10-11 anni). Naturalmente la vittoria va alla squadra che copre la distanza nel minor tempo. La corsa collaborativa per eccellenza dell'atletica, è stata portata anche all'Olimpico in occasione del palio dei Comuni al Golden Gala (nella foto tratta dal sito della società)

Alla rivoluzionaria Rifondazione Podistica vanno il premio di 250 euro in attrezzature sportive e i complimenti del Comitato Lazio.

News
07 Luglio 2016

Tiro con l’arco, Lazio, i regionali Targa laureano i nuovi campioni

Si è svolto ad Aprilia grazie all’organizzazione degli Arcieri Le Rondini in collaborazione con gli Arcieri Pomezia (suggestiva e tutta in chiave olimpica la cerimonia di apertura), il campionato regionale 2016 Targa organizzato su delega del Comitato regionale del Lazio e valido tra l’altro come gara di selezione per l’imminente Coppa delle Regioni, programmata ad Ascoli Piceno. Negli Assoluti Arco Olimpico vittoria nel maschile per uno degli alfieri di Rio 2016, David Pasqualucci (Tempio di Diana), che supera Giovanni Antonelli (Arco Sport Roma) e Paolo Caruso (Arcieri Torrevecchia); nel femminile è l’altra junior azzurra Manuela Mercuri (Arcieri Torrevecchia) a mettere in riga Claudia Compagnucci (Arco Club Pontino) e Marina Romoli (Arcieri Torrevecchia). Vanno nella capitale i due assoluti allievi grazie a Luca Scutigliani (Arcieri Torrevecchia) e Valentina Grieco (Arcieri Romani) mentre Andrea Arnò (Arcieri Santo Stefano) e Giulia Ridolfi (Arco Sport Roma) si aggiudicano il titolo ragazzi. Nelle Squadre titolo maschile agli arcieri Tempio di Diana (Pasqualucci, Pivari, Zedde) su Arcieri Torrevecchia e Lazio Archery, femminile agli Arcieri Torrevecchia (Romoli, Mercuri, Nardinocchi) su Arco Sport Roma e Cus Roma; rispettivamente al Cus Roma e alla Lazio Archery i titoli allievi femminile e ragazzi maschile.

Per quel che riguarda gli Assoluti Arco Compound titolo maschile per Giancarlo Testa (Arcieri Sagittario), con lui a podio salgono Alessio Opimo (Arco Sport Roma) e Carlo Bernardini (Arcieri Torrevecchia); nel femminile si impone Angela D’Angelo (Arco Club Appia Antica) su Isabella Meattini (Arcieri Torrevecchia) e Tiziana Temperini (Arcieri Sagittario); doppietta-Torrevecchia nelle squadre con Bernardini, Paloni e Polidori ( maschile ) e Girolami, Macchiavelli e Meattini (femminile). Infine medagliere che premia gli Arcieri Torrevecchia su Arco Sport Roma e Tempio di Diana.(David Pasqualucci)

News
06 Luglio 2016

Tiro con l'arco, il castellano Pasqualucci nella squadra olimpica: "Un onore e un privilegio". (Ao Rio n.1)

Ha preso il posto di Michele Frangilli, quello dell’ultimo “10” di Londra 2012, la freccia che decretò l’oro per la squadra italiana, ma se gli chiedi quanto pesa un’eredità di questa portata, la risposta è diretta e senza esitazioni: “Non lo definirei un peso. Alla fine è la squadra che conta e va avanti. Nella successione alcuni elementi vengono sostituiti, ma con Michele ho condiviso l’argento mondiale che ci ha spalancato le porte di Rio 2016 e lavoriamo tutti per lo stesso obiettivo.” A dispetto dei 20 anni ancora da compiere, David Pasqualucci da Frascati è uno che ha “bruciato” le tappe in uno sport dove, secondo l’opinione comune, si matura più tardi rispetto alle altre discipline. Tecnicamente David appartiene ancora alla categoria juniores, ma nel tiro con l’arco alla fine sono i punti che fai che contano, e lui nelle ultime gare ne ha fatti davvero tanti. “E poi ci sono due atleti fortissimi (Galiazzo e Nespoli, ndr), che con la loro esperienza sapranno trasmettermi la tranquillità necessaria. A questo punto non devo dimostrare nulla a nessuno, se non a me stesso.” L’incontro con il primo arciere del Lazio ad un’olimpiade dai tempi di Sante Spigarelli, avviene nel corso della presentazione delle nazionali olimpica e paralimpica, che tra un mese saranno chiamate al difficile compito di confermare le strisce positive che le hanno viste ininterrottamente sul podio, rispettivamente, nelle ultime cinque e otto edizioni. Ma come nasce la passione dell’aviere Pasqualucci per il tiro con l’arco? “Nella maniera più casuale. Il campo di quella che poi sarebbe diventata la mia società, gli Arcieri del Tempio di Diana, è a un passo da casa. Ho provato e mi sono appassionato.” Il coach Fabio Pivari annuisce: “David non appartiene alla categoria dei fenomeni, quelli con doti naturali eccelse, ma ciò che gli manca sotto il profilo dell’estro, lo compensa ampiamente con il lavoro e la passione.” Si può confermare Londra 2012? “Difficile, ma non impossibile.” Quali gli avversari più difficili? “I soliti coreani, per la loro tradizione. Ma oggi sono molti a gareggiare ad altissimo livello. Le nuove tecnologie mettono tutti alla pari.” L’Italia è la sola nazione europea ad aver qualificato sia la squadra femminile che la maschile. Un motivo di orgoglio, ma anche di riflessione per uno sport nel quale si compete principalmente contro se stessi. “Nessuna meditazione orientale. Semplicemente un supporto psicologico per allentare lo stress.” Metodi di rilassamento adottati? “Stare con i miei cari.” Figure di riferimento o esempi da seguire? “Nessuno in particolare, ma cerco di prendere il meglio di tanti.”

Claudia Mandia, 23 anni, è in forza alle Fiamme Azzurre e tira per gli Arcieri Torrevecchia sotto la guida di Fabio Olivieri. Viene da Battipaglia, ma ha da tempo lasciato la terra delle mozzarelle per prepararsi all’olimpiade carioca all’ombra del cupolone. Con le compagne Lucilla Boari e Guendalina Sartori si è guadagnata la qualificazione grazie al terzo posto in coppa del mondo ad Antalya. “Un turista inglese in vacanza dalle mie parti un giorno costruì un arco con un legno ricurvo e me lo regalò. Forse si trattava di predestinazione.” Anche lei è alla prima esperienza a cinque cerchi, ma guai a chiederle un pronostico: ”Andiamo lì per fare la nostra parte. Certo, una medaglia è nei nostri sogni. Prima però devo realizzare che sto veramente per affrontare questa avventura.” Emozione? “Tanta”.

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